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Lunedì, Luglio 16, 2018

Consulenza per l’Immigrazione & Visto Permanente

Sempre più cittadini UE ed Extra-UE in questi anni hanno scelto il Regno Unito come meta turistica ma anche lavorativa per sfuggire dalla crisi.

Il Regno Unito non ha sottoscritto il trattato di Schengen, pertanto è libero di esercitare i controlli sulle persone. Per contro, gli altri Paesi UE hanno la facoltà di applicare alle proprie frontiere i medesimi controlli. Coloro che appartengono a uno degli Stati membri dell'Unione Europea non hanno necessità di un permesso di soggiorno o di un visto per entrare nel Regno Unito.

Nel Regno Unito il quadro normativo di riferimento in materia d'immigrazione è costituito dal Decreto sull'Immigrazione del 1971 (Immigration Act 1971) e dalle successive modifiche. Vi sono inoltre altre disposizioni che disciplinano il controllo del fenomeno immigratorio, quali norme che estendono o restringono il diritto di residenza a particolari categorie di cittadini o la previsione di sanzioni a carico di chi fa entrare illegalmente stranieri privi dei documenti necessari.

I cittadini del Stati membri del Commonwealth britannico (organizzazione intergovernativa composta da 53 Stati membri e precedentemente facenti parte dell'impero britannico; ad esclusione di Mozambico e Ruanda), hanno bisogno solamente di un permesso d'ingresso per entrare nel Regno Unito sia che intendano lavorare per un breve periodo sia che vogliano risiedervi stabilmente.

Secondo la Legge vigente, lo straniero non appartenente a uno Stato membro del Commonwealth britannico, con diritto d'ingresso o ad uno Stato UE necessita, per l'ingresso nel territorio del Regno Unito, di uno specifico permesso (Entry Clearance) rilasciato dal dipartimento dell'agenzia preposta per le procedure di controllo dell'immigrazione (Border and Immigration Agency del Home Office). Per ottenere tale permesso, il richiedente deve dimostrare di disporre di mezzi finanziari adeguati al mantenimento e di un alloggio idoneo e deve registrarsi presso gli uffici delle Autorità preposte.

L'entrata e relativa permanenza in Regno Unito degli stranieri non appartenenti all'UE dipende dal tipo di visto rilasciato dalle Autorità competenti.

A titolo esemplificativo:
  • VISTO DA VISITATORE (VISITOR VISA): Diverse sono le categorie di visitatore. Un visitatore è chi intende generalmente soggiornare nel Regno Unito per un breve periodo, al fine di visitare amici e parenti, per fare affari, per fare un breve corso di studio, avere cure mediche private. E' necessario dimostrare che si desidera soggiornare nel Regno Unito per un periodo massimo di sei mesi e di avere a disposizione risorse finanziarie per sostenersi durante il periodo di permanenza.
  • VISTO DI LUNGA DURATA (LONG TERM VISIT VISA): si tratta di visti con validità per 1, 2, 5 o 10 anni. Le domande sono prese in considerazione se il richiedente dimostra la necessità frequente e costante di soggiornare nel Regno Unito per esempio per motivi familiari o di lavoro presso imprese già costituite nel Regno Unito. Il richiedente deve essere sempre in grado di dimostrare il proprio sostentamento durante il periodo di permanenza nel Regno Unito.
  • VISTO PER AFFARI (BUSINESS VISA): rilasciato a coloro che, per motivi d'affari, devono visitare il Regno Unito per brevi periodi al fine di intraprendere nuovi business legati alla propria attività lavorativa.
  • VISTO DI LAVORO O PERMESSO DI LAVORO: i cittadini dell'UE, dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera non hanno bisogno di un visto per lavorare nel Regno Unito. Esso è utilizzato per consentire ai datori di lavoro britannici di reclutare lavoratori al difuori dell'UE e dello Spazio Economico Europeo. Il datore di lavoro deve presentare relativa richiesta.
Recentemente il Governo britannico ha introdotto un nuovo sistema a punti per controllare l'ingresso degli stranieri non comunitari nel Regno Unito che limita la possibilità di entrare ai soli lavoratori specializzati nei settori in cui il Paese necessita di manodopera. L'obiettivo è far entrare manodopera più qualificata.

Secondo le nuove misure il datore di lavoro che vuole impiegare uno straniero deve dimostrare di aver prima offerto il posto a britannici. Sul suolo britannico i cittadini stranieri sono numerosi. L'immigrazione ha apportato un forte contributo all'economia del Paese, tuttavia si presenta come un fenomeno sempre più di difficile e complessa gestione:
  • TIER 1: categoria di permesso prevista solo per gli imprenditori, gli investitori, i talenti eccezionali e gli imprenditori laureati.
  • TIER 2: permesso di soggiorno lavorativo sponsorizzato COS (Certificato di Sponsorship) da un datore di lavoro inglese che deve dimostrare alla Border and Immigration Agency che il lavoro non può essere dato ad un cittadino britannico.
Altre situazioni in cui si deve obbligatoriamente richiedere un visto d'ingresso:
  • Soggetto apolide.
  • Possesso di un documento di viaggio senza l'indicazione della nazionalità.
  • Possesso di un passaporto emesso da un'Autorità non riconosciuta nel Regno Unito.
  • I cittadini degli Stati quali Australia, Canada, Hong Kong, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Singapore, Sud Africa, Sud Corea e Stati Uniti che intendono permanere nel Regno Unito per più di sei mesi.
I visti sono emessi per una durata massima di sei mesi. Se si necessita di un visto di durata superiore, si deve lasciare il Paese e richiederne uno nuovo. E' possibile richiedere un visto che preveda più ingressi nel corso dei sei mesi.

Visti e altre forme di permessi d'ingresso per l'Inghilterra, il Galles, la Scozia e l'Irlanda del Nord si devono ottenere prima del proprio arrivo nel Regno Unito.

La richiesta di permesso di soggiorno può essere respinta. Ciò è previsto quando la domanda di soggiorno comporta un pericolo per la sicurezza nazionale in relazione alle caratteristiche e alla condotta del richiedente.

Il rilascio del permesso di soggiorno può essere assoggettato a specifici criteri restrittivi in ordine alle possibilità di impiego del richiedente. La durata e le eventuali condizioni del soggiorno sono rese note, di regola per iscritto, a cura dell'ufficio che provvede al rilascio del documento.

E' sufficiente che manchi un bollo o una firma non apposta nello spazio corretto, o la consegna di un documento a un ufficio non preposto che tutta la procedura si annulli con la conseguenza per il soggetto straniero di non poter più soggiornare nel Regno Unito. Diventa importante quindi la "Garanzia & Assistenza" che Bright Business Consulting LLP può offrire in tal senso, assicurarvi la certezza più ampia in merito all'ottenimento del visto di vostra necessità.

L'ingresso illegale è punito con la reclusione fino a sei mesi e con una pena pecuniaria. Le stesse sanzioni sono previste per quando lo straniero rimane oltre il tempo consentito in territorio britannico, nonché per la mancata ottemperanza a una condizione particolare contenuta nel permesso di soggiorno.

Chi desidera per qualsiasi motivo risiedere stabilmente nel Regno Unito deve munirsi di un "Visto Permanente".

Con il termine "Visto Permanente" ci riferiamo alla residenza permanente nel Regno Unito. Questa da diritto di rimanere nel Paese per un periodo illimitato e la possibilità di lavorare e spostarsi senza alcuna restrizione, ovvero senza la necessità di visti o permessi di lavoro. Tuttavia non si potrà lasciare il Regno Unito per più di due anni, il rischio è di perdere lo status di residente.

Solo le categorie di cittadini extra UE espressamente previste dalla normativa possono aspirare a risiedere stabilmente nel Regno Unito dopo il loro ingresso:
  • Figli minori, non sposati ed economicamente non autonomi di genitori britannici o residenti nel Regno Unito.
  • Coniuge o partner non sposato, di età superiore ai 16 anni, di un cittadino britannico o di uno straniero legalmente residente nel Regno Unito purché la coppia disponga di mezzi economici sufficienti al mantenimento di entrambi.
  • Ex residenti che, disponendo di un titolo di soggiorno senza scadenza, intendono ritornare a vivere nel Regno Unito.
  • Gli studenti che dispongono di mezzi economici sufficienti al proprio sostentamento.
  • Cittadini del Commonwealth con antenati di cittadinanza inglese.
  • Alcune categorie di lavoratori, come ad esempio, medici o dentisti, ministri religiosi, collaboratori domestici, inventori, ragazzi alla pari, etc.
  • Alcune categorie di stranieri altamente qualificati anche privi, al momento dell'ingresso nel Regno Unito, di un contratto di lavoro.
Il "Visto Permanente" si ottiene:
  • Dopo un anno di matrimonio con un cittadino inglese.
  • Dopo 4 anni di lavoro continuato nel Paese.
  • Se si risiede legalmente nel Paese da almeno 10 anni.
L'ottenimento del "Visto Permanente" non è di cosi facile gestione, dapprima la discrezionalità delle Autorità competenti nell'esame delle richieste, in particolare per quelle riguardanti il "Visto Permanente", dove si cercano di far prevalere gli interessi nazionali alle motivazioni dello straniero, poi la procedura amministrativa piuttosto articolata di rilascio che richiede competenza e conoscenza specifica per la corretta compilazione, presentazione della documentazione al fine di garantirsi con ampi margini il rilascio del visto.

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